Aikod – Lo strano caso dei 600 mila manici di zappa

(da Le memorie di Aikod – 3076 d.C.)

Fecero prima una ricerca di mercato per stabilire quale fosse l’attrezzatura più adatta. In un primo tempo si orientarono sulla mazza da baseball, perché dava un’impressione di solidità e robustezza. Andarono a comperarne una per fare le prove di omologazione per il loro scopo, ma non appena ebbero in mano l’attrezzo si resero conto che non era assolutamente adatto: pareva pesante, ma in realtà era leggero e inoltre la sua forma segnalava chiaramente la propensione alla rottura in caso di colpi male assestati. Le mazze da golf esposte lì vicino davano un’impressione migliore, più pesanti, più solide. Ma ad un esame più approfondito i Componenti della Commissione capirono che tra il manico e la testa della mazza era facile che si innescassero fenomeni di frattura. Telefonarono alla Centrale e l’ordine fu di entrare nell’emporio di fai da te lì vicino, per vedere se potevano trovare qualcosa di adatto.
Girarono molto, poi lo videro. Nel reparto “lavori agricoli” facevano bella mostra di sé molti manici da zappa, di diverse lunghezze. Solido, con una presa sicura e senza apparenti punti di facile rottura. Ritelefonarono in Centrale. Era fatta.
Nei giorni successivi i Responsabili vendite dei magazzini fai da te di tutto il Paese registrarono un picco di vendita dei manici da zappa, nel giro di 2 giorni tutti i punti vendita registrarono il “tutto esaurito” mettendo in grave difficoltà le rispettive sedi centrali che non riuscirono a capire il motivo di tanto interesse per quel prodotto.
Gli attrezzi acquistati furono censiti e distribuiti ad ognuno dei componenti del Grande Gruppo. Furono organizzate sessioni di studio sull’uso e la cura dell’attrezzo per garantirne una lunga durata.
Il 14 ottobre 2015, seicentomila Convinti convennero a Roma ognuno munito del proprio manico di zappa. L’addestramento fisico e mentale erano stati intensi e durissimi, ognuno di loro era consapevole dei rischi e dei traguardi, ognuno voleva farcela.
Le forze dell’ordine capirono che non era una comune manifestazione di dissidenti e non riuscirono ad organizzare azioni di contenimento.
I 600 mila occuparono la piazza del Palazzo del Governo nel giro di pochi minuti, senza incontrare alcuna resistenza. Il Presidente del Consiglio, avvisato tempestivamente, si affacciò ad una finestra e quando vide quei manici di zappa capì tutto.
Disse “scusate, vo un momento a il gabinetto” e si chiuse dietro la porta.
Non se ne seppe più nulla. Gli addetti alla sicurezza che sfondarono la porta dopo alcune ore trovarono solo un foglietto di carta igienica appoggiato al lavandino, con su scritto, da un dito tremolante intriso di diarrea, “no, la zappa no, meglio sparire per sempre”.
Ancora oggi non si capisce come quell’evento possa essere classificato; non si è trattato di rivoluzione o di ribellione o rivolta, non si ha alcuna notizia di chi fossero gli organizzatori né di quale fine abbiano fatto i 600 mila manici di zappa. Il paese non tornò all’agricoltura, né si può pensare che fossero stati bruciati durante l’inverno successivo, vista l’impennata che ebbe il consumo di gas da riscaldamento in tutto il Paese. Di quel Paese esistono ancora tracce, ma molto difficili da decifrare. Gli abitanti si sono estinti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...