Celesta Liuti – L’ultima cena

Dramma in un atto

Personaggi (in ordine alfabetico)
BELEN
BERLUSCONI
BRONTOLO
BUDDHA
CAMERIERE
CATERINA DI RUSSIA
CECHOV ANTON PAVLOVIC
COPPI FAUSTO
FELLINI FEDERICO
GESU’
GIUDA
KHALO FRIDA
MESSALINA
PAPERINA
PINOCCHIO
PONZIO PILATO
PRINCIPE AZZURRO
SPARTACO
SUPERMAN

La scena rappresenta un grande spazio luminoso dai contorni vaghi. Al centro, un tavolo rotondo sul quale sono apparecchiati 18 coperti, mentre intorno si aggirano persone dai più disparati abbigliamenti, che si guardano tra l’incerto e il sospettoso. Sia il tavolo che le persone, pur fluttuando nello spazio, danno l’impressione di poggiare saldamente sul solido. Un tipo incredibilmente grasso, tutto avvolto in un mantello arancione, fa segno di venire ascoltato.

BERLUSCONI (puntando il dito) – E’ arrivato Nero Wolfe!
BUDDHA (con dignità) – Se mi fossi presentato a voi così come sono raffigurato nelle statue e nei dipinti, non avreste fatto fatica a riconoscermi, ma per riguardo alle signore (accennando un inchino all’Imperatrice Caterina, a Messalina, a Frida Khalo e Paperina), ho sentito il dovere di ricoprire le mie nudità. Sono Buddha e, come il più anziano della compagnia, sono stato designato a presiedere l’ultimo incontro di quanti sono stati sconsideratamente evocati, per i loro giochetti letterari, da una banda di incoscienti che non ha fatto altro che metterci contro l’un l’altro. Comincerò con l’assegnare i posti. (Rivolgendosi a Gesù) Lei, caro collega, siederà alla mia destra.
GESU’ – Volentieri. Ma tu, diletto apostolo Giuda, non startene lì a capo basso, vieni a ricevere il bacio del perdono e mettiti accanto a me.
PILATO – Anch’io ho molto da farmi perdonare.
GESU’ – Che dice, caro console. Nella sua situazione, non so proprio cos’altro avrei potuto fare io. Segga anche lei vicino a me.
PILATO – Grazie, troppo buono… Per caso, qualcuno potrebbe portarmi un catino con un po’ d’acqua? io mi lavo spesso le mani, curo molto l’igiene.
BUDDHA – Suppongo che le due imperatrici vogliano stare insieme…
CATERINA – Io vicina a quella zoccola?
MESSALINA – Io vicina a quella vecchiaccia?
BERLUSCONI (a Messalina) – Mi consenta di unirmi a lei…
MESSALINA – Vade retro! Ne ho avuto abbastanza di quell’orrendo vecchiaccio di mio marito! Accanto a me voglio Superman!
SUPERMAN (volando al suo fianco) – Felicissimo di servirla.
BELEN – Veramente Superman l’avrei voluto io. Però anche Spartaco, con quei muscoli, quel torso nudo… O forse è meglio il Principe Azzurro, così bello, così distinto…
PRINCIPE AZZURRO – Non mi par vero, dopo quell’insipida di Biancaneve.
BELEN – Facciamo così: Spartaco alla mia destra e il Principe Azzurro alla mia sinistra.
PRINCIPE AZZURRO – Ai suoi ordini, bella Belen.
SPARTACO – Non ce la vedo costei a marciare al mio fianco contro Roma. Prendiamola come il riposo del guerriero.
BERLUSCONI (a Frida Khalo) – Signora, mi hanno detto che lei è una buona ritrattista e io del resto sono un modello unico. Si metta vicino a me per accorciare le distanze e cominci a ritrarmi. Sarà bene remunerata.
FRIDA (con disprezzo) – Io dipingo solo me stessa o gruppi di persone perbene. Ho intenzione di dipingere tutti i presenti, meno che lei.

Come dal nulla compaiono cavalletto, tela, tavolozza e pennello. Frida comincia a dipingere.

BUDDHA (a Fausto Coppi) – E lei, Campionissimo, con chi di noi vuole condividere la nostra ultima cena? Noi tutti saremmo molto onorati di averla accanto come commensale. Anzi, se vuole sedere alla mia sinistra… Sapeva che i cinesi sono stati i primi a costruire biciclette?
FAUSTO COPPI – Veramente, a me piacerebbe fare qualche pedalata.

Come dal nulla compare una bicicletta, sulla quale Coppi comincia a fare giri sempre più ampi intorno al tavolo.

BERLUSCONI – Grande Caterina, sarei onoratissimo se volesse concedermi la sua preziosa compagnia…
CATERINA – Come può rivolgersi a me, senza quarti di nobiltà e dopo che ha invitato prima quella zoccola di Messalina e quell’imbrattatele della Khalo?
FRIDA KHALO – Signora, come si permette. I miei quadri si possono ammirare in tutti i musei…
CATERINA – Ma all’Ermitage non entrerà mai! Parola della Grande Caterina. Piuttosto, qui c’è un mio compatriota: dottor Cechov, venga a farmi compagnia, almeno parleremo la nostra lingua.
CECHOV – Volentieri, tanto più che vorrei informarla sulle misere condizioni dei contadini russi.
CATERINA – Che c’entrano loro? Non vedo proprio cos’abbiano da lamentare. Io voglio trattare con lei come medico, di lei mi hanno parlato bene in molti, anche se trovo che curare gratis i contadini è una deplorevole debolezza. Mi ascolti: tutte le mattine, quando mi sveglio, ho un doloretto… (Caterina abbassa la voce e altrettanto fa Cechov quando le risponde).
BUDDHA – Per favore, quelli che hanno già un posto assegnato, vogliano sedere. Tra poco verrà servita la cena. Dimenticavo: sarà una cena vegana.

Si levano approvazioni da alcuni e proteste da altri.

BRONTOLO – E’ la prima cosa sensata che sento dire da quando sono qui. Noi sette nani amiamo gli abitanti della foresta e non ci sogneremmo mai di mangiarli.
BERLUSCONI (dopo aver a lungo guardato Paperina) – Deliziosa creatura, vorrei parlarle di un progetto che ho in mente. E’ da tanto che sto cercando una conduttrice per le mie reti televisive che non sia una delle solite facce. Lei mi sembra il tipo ideale, così unica, con beccuccio giallo così espressivo, così aggraziata nelle movenze, con quella voce dolcissima…
PAPERINA – Qua qua.
BERLUSCONI – Mi pare di capire che la mia offerta l’interessi.
PAPERINA – Qua qua.
BERLUSCONI – Sarà meglio uscire per definire i termini del contratto. Mi segua.
PAPERINA –Qua qua.

I due escono, poco dopo Berlusconi rientra da solo.

BUDDHA (a Fellini) – E lei, caro Maestro, dove vuole accomodarsi?
FELLINI – Se avessi una macchina da presa, mi piacerebbe filmare i presenti per inserirli nel mio prossimo film. Fossi capitato prima da queste parti, avrei collocato loro nel girotondo finale di Otto e mezzo.

Come dal nulla compare una macchina da presa. Fellini l’afferra e comincia a girare.

PINOCCHIO (con il suo celebre naso in aria) – Cos’è questo stuzzicante odorino che sento? Non doveva essere una cena vegana?

Come dal nulla, fa il suo ingresso un cameriere con un vassoio sul quale riposa un’anatra arrosto circondata da patatine.

CAMERIERE – Ecco l’ordinazione del cavalier Berlusconi.

Grande confusione in sala. Urla e insulti all’indirizzo di Berlusconi, sul quale vengono lanciati ogni sorta di oggetti.

BRONTOLO – Non rimarrò un minuto di più con questo assassino.
BUDDHA (con un sospiro) – Mi dispiace che la cena non sia andata com’era in programma. E’ meglio che ce ne andiamo tutti.
BERLUSCONI – Signori, mi consentano… (Uscita generale, dopo frettolose strette di mano. Berlusconi rimane solo). Meno male, non dovrò dividere la papera con nessuno. (Stacca una coscia dall’arrosto e l’addenta, per rimetterla con disgusto sul piatto subito dopo) Pfui, che carne immangiabile…

SIPARIO

2 risposte a “Celesta Liuti – L’ultima cena

  1. Grazie a Celesta Liuti per questa sorta di postfazione ai Racconti a coppie variabili di quella “banda di incoscienti” che hanno evocato e messo insieme, “per i loro giochetti letterari”, personaggi che dire eterogenei è dire poco. Ora però quei personaggi, che prima si sono incontrati due a due, si incontrano tutti insieme in un’ultima (anzi, l’ultima) cena presieduta da Buddha (ma c’è anche Gesù); si scoprono tuttavia incompatibili per motivi di preferenze alimentari e non solo, la cena salta e la compagnia si disperde (per sempre?). Meno male, visto come si stavano mettendo le cose.
    Celesta Liuti non solo ha scritto un finale divertente, ma ha anche ricongiunto il filo dei Racconti a coppie variabili che sono terminati un po’ in sordina, per via delle ultime uscite diradate e anche mancate, ma che invece si sono conclusi con l’ottima performance di Er Ciavatta.
    Mi chiedo se nel finale non era meglio invertire Berlusconi con Paperina:

    I due escono, poco dopo Paperina rientra da sola.
    […]
    PAPERINA – Qua qua… (Uscita generale, dopo frettolose strette di mano. Paperina rimane sola). Meno male, non dovrò dividere l’arrosto con nessuno. (Stacca una coscia dall’arrosto e l’addenta, per rimetterla con disgusto sul piatto subito dopo) Pfui, che carne immangiabile…
    Tipo Satyricon. No? Non si può?

  2. Giusto rovesciamento. Tra le due carni, quella immangiabile non è certo quella di Paperina…

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