Celesta Liuti – Bargnolino

commedia da camera in un atto

Una mia amica di Salsomaggiore promette
sempre di regalarmi un liquore che fa lei stessa,
ma trova sempre delle scuse… Questa è l’ultima.

Personaggi in ordine di apparizione
FAGIANO
BACCHE ROSSE
BACCHE BLU
ABETE
PRIMO CESPUGLIO
SECONDO CESPUGLIO
TERZO CESPUGLIO
LEI

Una dolce collina innevata nei pressi
di Salsomaggiore. Un Fagiano affamato e senza coda è posato
su uno dei rami più bassi dell’Abete.

FAGIANO (protendendosi verso le Bacche Rosse) – Mi hanno sempre detto che le bacche rosse sono velenose. Ma è poi sicuro? Ho troppa fame, che importa.
BACCHE ROSSE (accorgendosi della manovra del Fagiano) – Ehi, tu, non lo sai che siamo velenosissime? Vuoi proprio morire?
FAGIANO – Tanto, sto già morendo di fame. E poi, lo dite solamente voi che siete velenose.
BACCHE ROSSE – Puoi sempre informarti su un qualsiasi trattato di botanica. Piuttosto, perché non ti rivolgi alle Bacche Blu? Loro, oltre che commestibili, hanno un sapore molto più buono del nostro.
BACCHE BLU – Ah, vigliacche! Ah, traditrici! (rivolte al Fagiano) Devi sapere che quelle che ti hanno consigliato di mangiarci, sono nostre sorelle. Anche noi eravamo rosse, ma poiché siamo più esposte di loro al freddo, siamo diventate blu. Di conseguenza, siamo velenose come loro. Anzi, forse di più.
ABETE (emozionatissimo) – La vedo! La vedo! Sta puntando proprio verso di noi.
PRIMO CESPUGLIO – Un po’ di contegno, non ti scrollare: mi hai tutto ricoperto di neve.
TUTTI – Chi hai visto?
ABETE – Ho visto Lei!
TUTTI – Evviva, evviva!
ABETE – E’ ha un nuovo cappellino.
TUTTI – Com’è? Puoi descriverlo?
ABETE – Non saprei, non m’intendo molto di moda femminile, però ha una penna lunghissima.
BACCHE ROSSE – Di che colore?
ABETE – Tutte bellissime tonalità di marrone.
BACCHE BLU – Riesci a capire a quale uccello appartiene?
FAGIANO (tra sé) – Io parlerei al tempo passato.
ABETE – No, mi dispiace.
FAGIANO – Lo so io! E fin troppo bene, purtroppo. Era la mia coda! Adesso vado a riprenderla, ma prima le caverò gli occhi.

Il Fagiano si precipita su Lei, volteggiandole pericolosamente intorno.

LEI – Poveretto, dev’essere molto affamato. Per fortuna avevo previsto di incontrare volatili in difficoltà, e ho portato con me parecchio becchime.

Lei sparge il becchime sulla neve. Il Fagiano, dimenticando i suoi propositi vendicativi, si precipita a mangiare.

LEI – Credo proprio di essere arrivata al momento giusto. Col freddo che ha fatto, di Bacche Blu ce ne debbono essere parecchie.
BACCHE BLU – Abete, per favore, buttaci addosso più neve che puoi. Fa’ che Lei non ci veda.
BACCHE ROSSE – Questa è nuova, ma se eravate sempre così contente…
BACCHE BLU (con voce sempre più concitata) – Amico Abete, non negarci questo favore…
ABETE – Carissime, prima di farvi il favore che mi chiedete, e che a me non costa niente, vi ricordo di quel picnic di Lei, proprio dove ci troviamo ora…
SECONDO CESPUGLIO – Lo ricordo bene anch’io.
TERZO CESPUGLIO – Lei aveva portato una bottiglia con un liquido dove galleggiavano tante Bacche Blu, ed erano tutte contente, facevano le capriole, cantavano, ridevano, si rivolgevano a noi, tra un singhiozzo e l’altro, dicendoci quanto erano felici.
BACCHE ROSSE – E tutti gli amici di Lei, dopo che avevano bevuto da quella bottiglia, facevano capriole, cantavano, ridevano, proprio come fanno le persone felici…
FAGIANO (tra sé) – … o ubriache. Questi sciocchi cespugli di Prugnolo non sanno che da queste parti, con le loro bacche giunte a maturazione, si fa il Bargnolino, un liquore casareccio niente male.
SECONDO CESPUGLIO – Sciocche, sciocche, state dando un calcio alla felicità.
ABETE – Care Bacche Blu, vorrei che rifletteste ancora…
BACCHE BLU (dopo essersi consultate tra loro, a malincuore) – Il fatto è che siamo astemie.
ABETE (scrollando tutti i suoi rami sulle Bacche Blu) – Quando è così…
LEI (giunta sul posto) – Incredibile, non vedo neanche una Bacca Blu. Eppure la temperatura era quella giusta. Mi dispiace per Paola e Ivana, alle quali avevo promesso la mia specialità del liquorino di Bacche Blu.
FAGIANO (precipitandosi su Lei e strappandole la penna dal cappellino) – Io alla mia coda non ci rinuncio.
LEI – Ingrato, dopo che ti ho salvato da una morte per inedia. (Si toglie il cappellino, rigirandoselo fra le mani) Chissà, forse era la sua coda… Mi viene un’idea: una piuma di struzzo forse farà più figura di una penna di fagiano. E poi, gli struzzi non girano da queste parti…

SIPARIO

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Una risposta a “Celesta Liuti – Bargnolino

  1. Deliziosa la commedia da camera in un atto. Si potrebbe anche rappresentare in un bosco: la chiamerei piuttosto “commedia da bosco in un atto”.

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