Dicky – De profundis per la Grecia

Poveri Greci sacrificati
agli intrighi degli Stati
all’ingordigia dei mercati
al nodo scorsoio dei trattati.

Non verrà Pallade Atena
a combattere nell’arena
di un’Europa dilaniata
e alla Germania assoggettata.
Non verranno Aiace e Achille
in battaglia a far scintille,
non verrà l’astuto Ulisse
che i Troiani un dì sconfisse.
Soli ormai siete restati,
alla penuria condannati,
come schiavi incatenati,
dalle banche dilaniati.

Il mio augurio a tutti i Paesi,
il mio per primo, siamo intesi,
è di vedere l’Europa dissolta
e la loro leadership travolta
dall’ira dei senza speranza
che essi con tracotanza
abbandonarono alla crudele sorte
che li avrebbe portati a morte.

Quale mondo abbiamo creato
dove tutto quanto viene sfruttato
in nome e a gloria del libero mercato…
Meglio se Homo Sapiens non fosse giammai nato!

Roma, 14/07/2015

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Una risposta a “Dicky – De profundis per la Grecia

  1. Ora la Grecia è davvero capta e con lei lo sono i popoli del mondo vittime di antiche e recenti colonie: vinti, conquistati da un vincitore selvaggio privo di una faccia umana e che si lascia dietro una scia di immondo lezzo. Gli antichi eroi greci piangono, Pallade Atena ha gettato via la sua lancia, Efesto ha abbandonato l’incudine, Zeus giace ubriaco in cima all’Olimpo. Solo Ares si aggira armato e aggressivo nel campo di battaglia. Il coro delle donne urla.

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