Jena camuna – Tre sonetti per tre sghignazzi

 

1) Verdini condannato per fatti da caserma

In un caldo mattin primaverile
Renzino lungo l’Arno si sgrullava.
Zio Denis raccoglieva in un barile
il frutto della piccola sua fava.

Matteo di sé diceva esser virile
ma a volte si ammosciava la sua clava.
Verdini, uomo in sé molto gentile,
di lato un po’ d’appoggio gli prestava.

Passava sul Lungarno un pizzardone,
vide la scena e urlò: “Tu la morale
offendi col disperdere lo sperma!”

Così accusato di masturbazione
Zio Denis fu tradotto in tribunale,
per quello ch’era un gioco da caserma.

 

2) Salvini e Meloni pensionano Berlusconi

Salvini ora appoggia Meloni,
Fratelli d’Italia targata.
Va bè, non saran proprio affini,
ma in fondo è la stessa menata.

Abeli si fan da Caini,
propugnan la stessa crociata:
Berlusca stia coi nipotini,
per lui non è più dea bendata.

Di Roma e Milano il governo
a loro sai quanto je frega:
che conta è il Silvietto all’ospizio.

E Guido? Ma vada all’inferno,
può vincere quanto una sega.
A volte si perde per sfizio.

3) Renzi trivella anche il referendum

Totò ci regalò la sua ‘’A livella’,
che dice che da morti siamo uguali.
A Renzi invece piace la trivella
che la poesia sprizzar fa dai fondali.

Petrolio dà denaro a manovella,
specie a chi gode di sgravi fiscali.
Però Emiliano dice: “Di padella
tu sei un venditor!”. E son sodali…

Matteo del referendum se ne sbatte,
dice: “Non  vi affannate , no, a votare,
che poi l’occupazione ne risente.”

E se a qualcuno si gonfiano le patte,
ovvìa, il progresso non si può fermare.
Petrolio di ricino, Presidente!