Speranza – Una notte al Louvre

Utilizzando il canone di “Racconti a coppie variabili – Incontri impossibili” l’autrice in questo godibile racconto, che ricorda il romanticismo fantastico dei Prereaffeliti, fa incontrare Caterina di Russia e Spartaco. L’incontro “impossibile” diventa in realtà uno scontro fra due volontà contrapposte, dove a vincere, questa volta, è la il desiderio di libertà contro ogni forma di potere.

In tutti i musei di notte prendono corpo i personaggi dipinti o scolpiti perché non sono solo fatti di colori o pietra ma contengono l’anima dell’uomo o della donna rappresentati che l’artista ha colto e riprodotto.
Al Louvre questo avviene a turno perché non ci sarebbe posto per tutti nei saloni e nei corridoi pieni di dipinti e statue. Anche con i turni nelle sale si muovono infinite Madonne, ognuna col Bambino in braccio e si alternano sui pochi sedili o divanetti nel momento dell’allattamento. I Santi poi prendono molto posto perché spesso si portano dietro gli attrezzi del martirio: tenaglie, frecce, croci e graticole.
Quella notte era il turno di Caterina di Russia che poteva finalmente uscire dal quadro dellaJacobi_InaguarationofAcademy inaugurazione dell’Accademia e quindi staccarsi da quel baciamano untuoso e allontanarsi da tutte le persone della corte che non la avevano mai assecondata nello sforzo di modernizzazione del suo grande impero e che non facevano altro che spettegolare sui suoi presunti amanti.
Dopo essersi un po’ sgranchita, Caterina si incamminò per le sale in penombra. Il suo scopo era cercare Voltaire e continuare con lui ad approfondire i temi che avevano già affrontato nella loro relazione epistolare. Voleva raccontargli in quali grandi difficoltà si fosse trovata nel tentare di applicare concretamente quei principi che il filosofo aveva diffuso in tutto il mondo e che lei in gran parte condivideva.
Buste_de_VoltaireEra a Parigi quindi non poteva mancare nel museo una rappresentazione di Voltaire. La cercò a lungo tentando di evitare i Bambini che, già grandicelli, si rincorrevano tra loro nei corridoi. Arrivò infine davanti al busto di Voltaire e si accorse con grande disappunto che evidentemente quella notte non era il suo turno di tornare in vita e il freddo marmo non le poteva dare risposte.
Nello stesso momento in un’altra ala del museo una statua aveva preso vita. Era Spartaco. Perspartacus-statue tutto il lungo periodo in cui era stato chiuso nel marmo aveva pensato con nostalgia al cameratismo che nasceva tra i gladiatori, al sudore, agli odori, alla lotta, più che al periodo glorioso della rivolta contro l’impero.
Ora quindi voleva cercare un gladiatore col quale ricordare le comuni esperienze.
Ma anche lui, come Caterina, arrivato davanti alla statua del gladiatore si accorse che non aveva ripreso vita quella notte e si allontanò sconsolato.
Agasias Gladiatore Borghese LouvreCosì nei corridoi si aggiravano, in mezzo a tanti personaggi, due esseri che avevano fallito per quella notte gli incontri desiderati.
Uscendo da una sala Spartaco percepì un profumo dolce e persistente e si fece attrarre e condurre da quella scia nel corridoio vicino.
Davanti a lui c’era una donna tutta ingioiellata, con una parrucca enorme ed un vestito a tanti strati. L’abbigliamento era contro ogni tentazione erotica ma il viso pallido e gli occhi mesti lo attrassero perché sembravano essere lo specchio di una grande malinconia.
Appena lei lo vide cambiò completamente espressione, divenne rapace e vogliosa e gli si avvicinò con desiderio di possesso. Quell’uomo nudo le ricordava vagamente uno dei suoi tanti amanti ma questo era più giovane, più bello e più vigoroso.
Spartaco, che per un attimo rivide i tanti amplessi goduti con dolce complicità sia alla luce del sole con le schiave che nell’ombra delle alcove con le matrone romane desiderose di provare sensazioni forti, avvertì la durezza della persona che aveva di fronte.
Caterina lo aveva raggiunto e si apprestava a cingerlo quando lui indietreggiò e lei cadde abbracciata alle sue gambe possenti. Spartaco aveva combattuto per tutta la vita contro la sopraffazione ed il potere ed ora non si sarebbe piegato a un desiderio di possesso che aveva colto negli occhi di quella donna. Rinunciò al piacere dell’atto sessuale al quale la sconosciuta lo invitava apertamente percependo in lei invece di una dolce complicità un desiderio di insano possesso.
Lei urlò: “aspetta!” in una lingua a lui sconosciuta, ma lui si era già allontanato per i saloni del Louvre.

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2 risposte a “Speranza – Una notte al Louvre

  1. pare quasi un preambolo della rivoluzione del ’17: il popolo prende coscienza della sua forza e decide di non farsi più fottere dagli zar. Anche se il potere è sempre seducente.
    Un cortometraggio che fa scintille

  2. Davvero bella, vivace, direi cinematografica – sembra di starci dentro – la descrizione dell’intensa vita notturna del Louvre. Al punto che si rimpiange che l’incontro tra Spartaco e Caterina si sia così bruscamente interrotto.

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