Lettere al blog

ESSERE SCRITTORE

“L’essere scrittore” è un tipo molto particolare di “essere umano”: sicuramente più patologico del normale (se non altro, proprio perché scrive romanzi), e probabilmente non particolarmente a contatto con le problematiche della maggior parte degli esseri umani che non sono scrittori.
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6 risposte a “Lettere al blog

  1. Questa notte ho sognato di aver aver fatto una meravigliosa invenzione: un super computer combinato con una televisione tridimensionale che mi permetteva di trovarmi all’interno di un luogo qualsiasi nel mondo, e anche di mostrarmi un passato reale o immaginario. Sempre nel sogno pensavo che scienziati e tecnici avrebbero potuto migliorare la macchina facendomi sentire non solo le voci, ma anche i pensieri delle persone. Quando mi sono svegliato, crogiolandomi ancora nel sogno e pensando che tutto sommato non era molto lontano dalla realtà, all’improvviso mi sono reso conto che questa macchina già esiste, e da molto tempo. Si chiama libro.

  2. Fosse vero che chi è scrittore non si trova “particolarmente a contatto con le problematiche della maggior parte degli esseri umani”, allora perché continuiamo a leggere e commuoverci con Tolstoi, Manzoni (che pur non avendo conosciuto per ovvie ragioni gli esseri umani del ‘600, ne scrive come se li avesse frequentati quotidianamente), Dostojevski e chi più ne ha più ne metta? A mio parere, chi si pone “particolarmente a contatto…” (con quel che segue), è un cronista, un bravo cronista. Dal che ne consegue, purtroppo, che per il momento i bravi cronisti sono merce scomparsa – almeno da quanto risulta sfogliando i giornali.

  3. Ricordo che quando il mio meccanico salì sulla mia auto, la mise in moto e capì, non so come, che la causa di quel rumore strano era la catena di distribuzione, pensai che “l’essere meccanico” era un tipo molto particolare di “essere umano”. Credo che molte delle categorie alle quali non apparteniamo, compresi gli scrittori, ci possono facilmente apparire “particolari”. Ma tanto poi scopriamo che è sempre l’umana meraviglia, o curiosità, per i nostri simili che ci mette in contatto l’un l’altro e ci porta d’un balzo oltre lo stupore iniziale, ed è uniformemente distribuita in tutte le categorie umane. Infatti lui rimase molto sorpreso dal fatto che io campavo (e campo) girando l’Italia a vendere filtri per il vino.

  4. Un non lettore ci potrebbe chiedere perchè continuiamo a leggere gli angosciosi racconti di Kafka. Forse noi potremmo chiedergli perchè lui continua a guardare film horror. Io, imparzialmente, faccio entrambe le cose.

  5. Cavolata mascherata da buonsenso “alla pensiero unico”. Ma accettiamola per la provocazione che è.
    Uno scrittore è colui che prende “le problematiche”, la realtà e il contingente e li trasfigura per renderli universali.
    Dicky

  6. Non essendo medico mi guardo bene dal giudicare l’operato dei medici (salvo comportamenti criminali). Gli scrittori, idem: riesco a malapena a dire ‘mi piace / non mi piace’. Però mi impressiona sempre vedere gli edifici che si riescono a realizzare con quei banalissimi 26 mattoncini, messi a frullare in un cervello. Non in un cervello qualsiasi, ovvio. Penso che i grandi scrittori non si possano riconoscere nella definizione data: possono piacere o non piacere, ma è difficile affermare che fossero lontani dalla gente del loro tempo, dai loro simili. Magari mi azzarderei a spostare la definizione verso i poeti, e però ammetto di non essere un cultore della poesia.
    A monte, però: penso sia scorretto e riduttivo parlare di scrittore e scrittori inteso come generalizzazione.
    Venendo ai giorni nostri: per le conoscenze che ho, temo si possa affermare che, pur senza voler generalizzare, oggi prevale la scrittura finalizzata alla vendita. La mercificazione, insomma, come per le altre arti del resto. E se si scrive per vendere il più possibile, ovvio che al romanziere contemporaneo sai quanto gliene può fregare delle ‘problematiche della maggior parte degli esseri umani che non sono scrittori.’ Ma nemmeno di quelle degli altri scrittori, ovvia! Se mai, interessa quanto vendono.

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