Dicky – Un mostro si aggira per l’Europa…

…e il suo nome è TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).
E’ un trattato di libero scambio tra l’Europa e il Nord America che abolisce i dazi doganali e uniforma i regolamenti dei due continenti in modo che non ci sia più alcun ostacolo alla libera circolazione delle merci, alla libertà di investimento e di gestione dei servizi. Bello, vero? Niente dazi, aumento della concorrenza, maggiori possibilità di esportazione, quindi crescita assicurata!
E invece no.
Maggiori esportazioni per un paese significherebbero comuque maggiori importazioni per un altro paese; la concorrenza sarebbe tutta a scapito dell’Europa perchè le enormi aziende americane (e qui pensiamo soprattutto a quelle agricolo-alimentari che, oltretutto, non sono sottomesse ai rigorosi controlli di qualità di quelle europee) hanno economie di scala che permettono una produttività molto maggiore di quelle europee; attualmente i dazi giocano a favore dei prodotti europei (le merci europee pagano, per entrare negli Stati Uniti, mediamente il 3,5% contro il 5,2% che le merci USA pagano per entrare in Europa).
Entro la fine del 2015 è prevista la stipula del trattato, ma le popolazioni europee sono praticamente tenute all’oscuro. Perchè?
Oggetto di tale trattato sono: “I servizi, l’accesso al mercato per i prodotti agricoli e industriali, gli appalti pubblici, gli investimenti materiali, l’energia e le materie prime, le materie regolamentari, le misure sanitarie e fitosanitarie, i servizi, i diritti di proprietà intellettuale, lo sviluppo sostenibile, le piccole e medie imprese, la composizione delle controversie, la concorrenza, la facilitazione degli scambi, le imprese di proprietà statale”.
Capito il perchè di tanta segretezza? Perchè è la totalità della nostra vita che diviene oggetto di trattato!
Vi rendete conto, per esempio, che, essendo i sistemi sanitario e educativo USA sostanzialmente privati, essi sarebbero in grado di colonizzare l’Europa scardinando i sistemi pubblici vigenti tramite una concorrenza spietatamente al ribasso?
E il settore agricolo-alimentare, fiore all’occhiello per l’Italia con i suoi prodotti tipici e di qualità, che cosa è destinato a diventare sotto l’aggressione di prodotti “similari” prodotti in USA? Attenzione: la legislazione statunitense non riconosce la denominazione di origine controllata, quindi l’uniformazione dei regolamenti del settore avverrebbe a scapito dei nostri prodotti, non ci sarebbe più differenza merceologica fra il Parmigiano e un formaggio duro statunitense o fra il Barolo e un qualsiasi vino prodotto con uve nebbiolo.
E’ opportuno a questo punto soffermarsi sull’ aspetto più pernicioso di questo TTIP: chi controllerà, dopo la firma del trattato, che tutti quegli aspetti che ne costituiscono l’oggetto non vengano ostacolati da nulla e nessuno? “Un organismo arbitrale internazionale” -cioè un tribunale speciale privato- con il potere di dirimere i contenziosi tra Stati e imprese e di decidere se le leggi degli Stati determino barriere illegali alla libertà di commercio e di investimento, comminando multe e obblighi di revisione della legislazione statale.
Il potere dei popoli di decidere autonomamente le proprie leggi e le proprie regole sarebbe sottoposto alle regole del mercato…
Gli Stati potrebbero essere costretti a rinunciare alle legislazioni di tutela delle popolazioni…

E’ già successo: lo stato del Québec, che aveva votato una moratoria sull’estrazione di un gas in nome della difesa della salute della popolazione, ha dovuto risarcire con 250 milioni di dollari la società statunitense Lone Pine per la perdita di potenziale guadagno causata dalla sua decisione. Nel 1997 il Canada ha dovuto togliere il divieto a usare nelle benzine l’additivo MMT, nocivo per la salute, e pagare una multa di 13 milioni di dollari al gruppo statunitense Ethyl.
Ma c’è di più.
Questo trattato economico risponde a un preciso disegno geopolitico: legare strettamente l’Europa agli Stati Uniti separandola dalla Russia. Considerato che gli USA hanno avviato una trattativa simile con tutti i paesi che si affacciano sul Pacifico, tranne la Cina, appare evidente che essi intendono costruire una propria sfera di influenza economica contro Cina e Russia, una sorta di NATO economica.
E’ opportuno sottolineare che, ove gli USA riuscissero a distruggere le relazioni economiche tra Europa e Russia, l’Europa -ciliegina sulla torta per gli USA- diventerebbe immediatamente dipendente dagli USA in materia energetica. Si ricorda che il 37% del fabbisogno energetico dell’Europa è coperto dalla Russia: e se leggessimo in questo senso la crisi di “democrazia” della questione ucraina? Ricordando inoltre che le sanzioni nei confronti di Mosca, con relative controsanzioni, costerebbero all’Europa almeno il 7% del suo export (questa infatti è la cifra dell’export EU verso la Russia).

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