Hedrok – Trenta denari (1999)

Ora che i curdi vanno di moda, qualcuno ricorda Abdullah Ocalan?


Immagina di non avere più casa
perché l’hanno bruciata.
Immagina di non avere più figli.
perché li hanno massacrati
Immagina di non avere più moglie
perché l’hanno uccisa
dopo averla stuprata.
Immagina di non avere un lavoro,
di non poter parlare la tua lingua,
di non avere ricordi, né speranze, né sogni.
Immagina di esser un capo
un simbolo, una bandiera
per il tuo popolo oppresso
perseguitato, disperso.
E, per trenta denari,
ti hanno venduto di nuovo.
Se io fossi uno di loro chi potrebbe chiedermi di perdonare?
Se avessi voce griderei,
se avessi denti morderei
se avessi mani colpirei…
e ora chiamatemi “terrorista”.

Abdullah Öcalan,  fondatore e leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), giunse a Roma il 12 novembre 1998 e si consegnò alla polizia italiana, sperando di ottenere in qualche giorno asilo politico. Ma il governo D’Alema non concesse alla magistratura, cui spettava la decisione, il tempo necessario per la concessione del diritto d’asilo, che gli fu riconosciuto, ma troppo tardi. Infatti 1l 16 gennaio 1999 Öcalan fu convinto a partire per Nairobi, in Kenia. Il “caso Öcalan” fu origine di critiche al governo D’Alema, accusato tra l’altro di aver trascurato gli articoli 10 e 26 della Costituzione italiana che regolano il diritto d’asilo e vietano l’estradizione passiva in relazione a reati politici. Il 15 febbraio 1999 Öcalan fu catturato dagli agenti dei Servizi segreti turchi del Millî İstihbarat Teşkilatı durante un suo trasferimento dalla sede della rappresentanza diplomatica greca in Kenya all’aeroporto di Nairobi. Fu quindi fatto salire a bordo di un aereo messo a disposizione da un imprenditore turco e portato in Turchia, dove fu subito recluso in un carcere di massima sicurezza ad İmralı, un’isola del Mar di Marmara, dove sta tutt’ora scontando la condanna all’ergastolo.

Una risposta a “Hedrok – Trenta denari (1999)

  1. Ma è ancora vivo? Chi ha qualche notizia?

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