Prima dell’inizio – Appendice: Robertucci -Maddalena, Anna e il greto del fiume

Leggendo un libro o guardando un film vi siete mai chiesti quale è stata la vita di questo o quel personaggio prima che, appunto, vivesse il suo ruolo secondo la fantasia del suo autore? A noi è sembrata una sfida divertente e interessante provare a rispondere a questa domanda. Il personaggio scelto è Maddalena Cicconi dal film “Bellissima”, personaggio reso immortale dall’interpretazione di Anna Magnani per la regia di Visconti.

Maddalena era scesa all’Ostiense con passo veloce: voleva vedere Spartaco. Lo aveva cercato dappertutto ma non lo trovava e si preoccupava: erano tempi pericolosi e Spartaco a volte era imprudente. Così aveva pensato di cercarlo dalla suocera, al Biondo Tevere.
Arrivata alla trattoria, capì subito che lì non c’era.
“Si è Spartaco che cerchi, qua nun lo trovi – le disse la suocera – nun lo so’ dov’è ito. Ma che c’hai, fija, te vedo preoccupata. Che t’è successo?”, le chiese con insolita dolcezza.
“Gnente, gnente, ma’, nun ve preoccupate. Mo lo aspetto qua, così m’ariposo ‘n po’. Nun ve dispiace se me ne vado giù alla ripa, me pijo ‘n po’ de sole e me stenno?” le rispose con rara condiscendenza.
“Ma sì ma sì, vacce fija: quanno arriva Spartaco te lo manno. Però sta attenta che lì se scivola.”
“Grazie, ma’”. Maddalena scese il viottolo sabbioso che portava alla riva, in mezzo al canneto, si sedette, si tolse le scarpe e mise i piedi a bagno.
“Ah, che bello fresco!”
Non sembrava vera tanta pace, tanto silenzio lì al fiume, come se non ci fosse l’occupazione nazista, come se la vita potesse essere normale. Inquieta, si sdraiò sulla sabbia, chiuse gli occhi, e si mise in ascolto dell’acqua, come faceva tutte le rare volte che si trovava lì da sola. Gli altri non volevano che ci andasse: temevano che le potesse accadere qualcosa su quel greto instabile. Pensò: “Questo sarebbe ‘n bel posto per un filme, magari una bella scena d’amore o ‘na litigata violenta.” Spartaco l’aveva portata una volta al cinema e lei era rimasta impressionata dalla finzione che sembrava realtà.
Poi sentì qualcuno scendere per il viottolo, ma non era il suo passo: lui poi l’avrebbe chiamata per farsi riconoscere. Per un attimo ebbe paura: “Chi poteva esse?” Si nascose fra le canne trattenendo il fiato e spiò. Vide una donna scendere scalza, vestita da popolana. Pensò: non c’è da avere paura, questa è una come me”
Uscì fuori e le disse: “Me stavo a spaventa’.”

*****

Anna aveva notato lo stretto sentiero di terra e sabbia che partiva dallo spiazzo con i tavoli all’aperto della trattoria al Biondo Tevere e portava giù alla riva del fiume. Erano in una pausa di lavorazione del film: stavano girando la scena della tavolata all’aperto, con Walter, la madre e le sorelle di Spartaco, accanto al canneto.
Però la scena sul greto non l’avrebbero girata lì: Visconti aveva deciso di ricostruirla a Cinecittà perché era troppo complicato portare le macchine in uno spazio così stretto e scosceso.
“Peccato” pensò Anna, attratta da quella discesa all’acqua “io comunque vado a vede.”
“Luchi’, damme dieci minuti che me ne scenno giù alla riva a bagnamme i piedi: nun me di’ de no che tanto ce vado lo stesso.”
“Va bene, va bene, Anna, ma fai presto per favore.”
Anna scese lungo il viottolino, scalza per non scivolare, tenendo le scarpe in mano. Raggiunse la riva e si fermò incantata. Mise i piedi in acqua, godendo della freschezza, ma subito dopo trasalì: un rumore alle spalle la fece girare di scatto. Vide una figura scivolare fuori dal canneto. “Oddio!” gridò. Ma poi si accorse che era una ragazza del popolo e si rilassò.

*****

“M’avete fatto prende ‘n corpo” disse Anna, la fronte aggrottata.
“Anch’io me so’ presa de spavento” disse Maddalena “qua nun ce vie’ nessuno e nun poteva esse er mjo Spartaco perché lui me chiamava.”
“E chi è ‘sto Spartaco?” chiese Anna.
“Er fidanzato mio, che presto se sposamo” le rispose Maddalena.
“Ma guarda che strano, Spartaco è mi marito ner film che oggi stamo a girà qua, alla trattoria.”
“Ahò, ma che state a dì? Qua alla trattoria l’unico Spartaco è er mio. Aaaa cosa: ma chi sei? Nun t’ho mai visto da queste parti! Me voj frega’ Spartaco? Guarda che te cavo l’occhi. Mo a guardatte, me pare che m’arrassomigli puro.”
Anna trasalì: in effetti si assomigliavano, anche se Maddalena era palesemente più giovane.
“Senti bellaaa…, e come te chiami?”
“Maddalena.”
“Ecco Maddale’, io so’ Anna. Famo a capisse… Io so’ ‘n’attrice, puro famosa. Qua sto a gira’ un film, c’hai presente un film? A me de Spartaco nun me frega gnente, ciò ben altro pe’ la testa, figurete. Semmai alla regazzina ce tengo.”
“Quale regazzina, c’avete puro na regazzina? Ma allora Spartaco m’ha ‘mbroijata tutto questo tempo? C’ha già na famija. Ma io l’ammazzo! E poi che è sta storia der filme e dell’attrice? Tu nun sembri proprio n’attrice, pe’ gnente, anzi sembri propio una der popolo come a me. Tu me stai a cogliona’, ma io te scanno” disse Maddalena furibonda avvicinandosi ad Anna con fare minaccioso.
“Ma guarda si me doveva capità sta pazza! e menomale che ero venuta qua pe’ godemme n’attimo de tranquillità.”
Anna era ora anche lei molto vicina a Maddalena, aggressiva: “Senti bella perché nun te dai na carmata e magari viene a vede er film quanno esce così te rendi conto. Luchino m’aspetta…”
“E chi è ‘sto Luchino? Ma quanti ce n’hai de ommini? Artro che attrice: l’ho capito er mestiere tuo, ma mo chiamo mi suocera e te faccio caccià da qua: poi quanno viene Spartaco famo i conti. E io che me preoccupavo che stava co’ i partigiana da quarche parte de Roma.” urlò Maddalena.
Anna impallidì: “Senti Maddale’, io ner film me chiamo Maddalena, c’ho un marito che se chiama Spartaco e una regazzina che se chiama Maria. Forse sei tu Maddelana? Maria è fija tua? Nun so spiegare… E poi i partigiani: era prima della Liberazione. Io in un film ero la moglie di un partigiano…”
“Ecco, sempre peggio, pure er partigiano! Tu sei una grandissima mignotta, ma io te stronco…”.
Maddalena si buttò contro Anna e stava per infilarle le unghie nelle guance quando arrivarono contemporaneamente due voci.
“Annaaa, vieni su che è tardi e dobbiamo concludere la scena.”
“Maddale’, so arivato, t’aspetto, vie’ su.”
Si guardarono un attimo e poi si avviarono lungo la salita del viottolo.

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2 risposte a “Prima dell’inizio – Appendice: Robertucci -Maddalena, Anna e il greto del fiume

  1. Una squisitezza.

  2. Se ogni storia è in qualche modo circolare, questa è la sua logica conclusione, il suo punto d’incontro!
    Va detto ad onor del vero che con la sovrapposizione dei ruoli aveva cominciato a giocarci un po’ Speranza, tuttavia ciò non sottrae nulla alla malia di questo meta-dessert di fine pasto ammantatosi, questa volta si, con le vesti luccicanti del racconto!
    Complimenti!

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