Celesta Liuti – Una missione a alto rischio

Dal diario segreto di Miss Violet Armony
Non capisco come mai Elisabetta – questo è i mio diario segreto, posso anche chiamarla così – non abbia ancora licenziato la sua segretaria in capo, Miss Rose Blossom. Non fa che prendere permessi per correre da sua madre, che tra l’altro non risiede neanche a Londra, per l’ennesima ricaduta del suo male. A proposito, di che soffre? La cosa non dovrebbe riguardarmi: solo che, ogni volta che si assenta, al suo posto non subentro io, come sarebbe logico dal momento che ricopro il ruolo di prima vice segretaria, ma un’estranea, certa Camelia Poppy, che ogni volta dev’essere messa al corrente delle abitudini e delle esigenze di Sua Graziosa Maestà. Sono sempre più frustrata, tra non molto mi ammalerò anch’io.

Dal diario segreto di Miss Rose Blossom
Ieri sono stata chiamata da Elisabetta – questo è il mio diario segreto posso anche chiamarla così – la quale mi ha comunicato che lo stato di salute di mia madre si era purtroppo aggravato e che la poverina necessitava della mia presenza. Mi sono inchinata e ho preso congedo. Ho preparato una valigetta d’emergenza e sono corsa a prendere il primo treno, non senza avvertire Miss Violet Armony che sarò sostituita come al solito da Miss Camelia Poppy. Quella di mia madre è naturalmente una scusa. Tra l’altro, la mia scappò di casa con un commesso viaggiatore quando avevo due anni. In via confidenziale, posso dire che quando mi si manda da mia madre è perché ci sono fondati sospetti di atti terroristici contro la nostra Graziosa Sovrana. Ogni volta sono ben felice di rifugiarmi nella mia casetta nel Dorset, per proseguire la stesura del volume più veritiero e circostanziato sui “Misteri e segreti dei Windsor”, di cui sono già arrivata a pagina 621. C’è già un editore in trepida attesa.

Dal diario blindato di Miss Camelia Poppy
Domani prendo servizio sotto copertura a Buckingham Palace, col nome di Miss Camelia Poppy, che naturalmente non è il mio. Sono l’agente segreto 003, faccio parte del servizio segretissimo espressamente adibito alla persona della Regina, di cui persino Scotland Yard ignora l’esistenza. Da parte della nostra Ambasciata a Roma, ci è pervenuta la segnalazione di una pericolosissima cellula terroristica che opera su internet: dove, attraverso un blog dal bizzarro nome de “Il concime delle idee”, si sta preparando un attentato alla vita di Elisabetta (questo è il mio diario blindato, posso anche chiamarla così). Del blog fanno parte otto persone di diversa estrazione, tra cui anche un prete, Don Aldo. C’è poi una certa Dicky, che potrebbe appartenere all’Ira o agli indipendentisti scozzesi. Di questi e degli altri, tutti più o meno comunistoidi, sono già in corso indagini identificative da parte dei nostri servizi segreti nella capitale italiana. Benché finora i migliori crittografi non siano riusciti a decifrare il loro linguaggio cifrato, uno dei cospiratori che si nasconde sotto lo pseudonimo di Mamma Oca, non ha potuto fare a meno di esternare il suo irriducibile odio per la monarchia in una specie di short story dove viene progettata l’uccisione della Regina ad opera di un giardiniere.

Dal diario blindatissimo di Elisabetta II (letto avidamente ogni mattina dalla sguattera Daisy Jo, mentre agli altri non interessa più di tanto)
C’è aria di cospirazione intorno a me. Finalmente qualcosa che rompa la noia indotta dall’etichetta di Corte e dalla mancanza di humour dei miei parenti. Da stamani ha preso servizio come mia segretaria in capo l’agente 003, Miss Camelia Poppy. Il suo vero nome non l’ha voluto svelare neanche a me. Mi racconta sempre tante belle segretissime storie, altro che James Bond. Questa volta mi ha spiegato che deve proteggermi da una cellula terroristica romana che comunica in codice attraverso un blog dal ridicolo nome de “Il concime delle idee”. In una sorta di tenzone letteraria dal titolo “Canone inverso”, i servizi di sicurezza hanno trovato gli estremi di un imminente attentato alla mia persona. Otto sono i partecipanti al complotto, deducibili dai loro pseudonimi e da altrettante esternazioni letterarie. Certa Mamma Oca ha addirittura pianificato il mio decesso facendomi annusare una rosa innestata con l’aconito. 003 mi ha spiegato che, secondo un famoso botanico interpellato, l’operazione è impossibile. Ad ogni buon conto, tutti i fiorai e vivaisti britannici e italici sono stati allertati a fornire i nomi degli acquirenti di piante o semi d’aconito. Da parte mia, manderò qualcuno a esplorare discretamente il roseto che quello scemo di mio figlio ha regalato a Camilla, perché si accerti che non sia stata introdotta una nuova varietà di rosa: quella è capace di tutto, anche d’indossare cappelli assai più voluminosi dei miei. Sarà pur vero che si tratta di racconti cifrati, ma a me è parso che siano tutti di senso compiuto e molto interessanti. Quando mi sono accorta che erano solo sette, Miss Poppy mi ha confessato, confusissima, che ne aveva omesso uno perché non adatto alle mie orecchie. Ma che sciocchezze! Non capirò mai perché tutti mi trattano come se fossi la trisavola Vittoria. Naturalmente l’ho costretta a tirarlo fuori dalla sua cartella top secret.

*****

Oggi Miss Poppy si è congedata da me: il capo la manda in missione in Italia con l’incarico di infiltrarsi nella cellula terroristica denominata “Il concime delle idee”. Miss Blossom è tornata dal Dorset per riprendere le sue funzioni di segretaria in capo. I servizi segretissimi mi hanno informata che nei giorni di assenza ha aumentato di 87 pagine il già ponderoso volume sui “Segreti e misteri dei Windsor”, ma niente che non fosse già ampiamente risaputo.

Dal diario blindato di Miss Camelia Poppy
Debbo riconoscere che i nostri servizi all’estero lavorano molto bene. Appena sbarcata a Roma, mi hanno subito fornito le generalità e le caratteristiche dei componenti la cellula “Il concime delle idee.
“Mamma Oca è certa Ivana M*** che scrive libri per bambini”. Ottima copertura per una terrorista, aggiungo io.
“Jena Camuna, bergamasco, si chiama Mario T***, scrive un sonetto al giorno e partecipa a tutti i premi letterari del globo” . E dove trova il tempo per complottare, dico io.
“Don Aldo: non è un sacerdote, il nome completo è Aldo P***, pensionato, casa a Roma e una tenuta a Manziana dove finge di fare l’agricoltore, idee anarchiche”. Questo è da tenere molto d’occhio.
“Dicky, italianissima dalla testa ai piedi, si chiama Maria Antonietta D***, detta Pupa, attrice e cuoca eccellentissima. Hobby conosciuto: i quanti”. Da costei mi debbo far invitare a pranzo quando ci sono anche gli altri.
“Hedrok, nome Gianni I***, marito di Dicky, pensionato, persona tranquilla, dice di essere “bulimico di parole”. Anche costui non pare abbia molto tempo da dedicare a regicidi.
“Pasquale della Luna, ovvero Luciano T***, rappresentante di filtri di vino e attore a tempo perso”. Ammesso che voglia avvelenare i suoi filtri, Elisabetta è astemia e poiché gli inglesi preferiscono la birra, non farebbe troppi danni.
“Er Ciavatta, ossia Riccardo B***, descritto dai suoi come ‘distintissimo e elegantissimo’ (confermato), arredatore, autore teatrale, attore a tempo quasi pieno, regista”. Sarebbe un miracolo se trovasse anche un quarto d’ora da dedicare a atti di terrorismo. Però quei due aggettivi di elegantissimo e distintissimo mi intrigano, dovrò inserire nel mio guardaroba qualche capo sexy.
“Robertucci, alias Roberta T***, nota etnomusicologa, saggista”. Questa è da non perdere di vista, tutti quelli che si occupano di tradizioni popolari ce l’hanno a morte con le istituzioni, monarchiche in particolare”.

*****

Sono venuta a sapere che al civico 1610 di viale Togliatti, dove abitano Dicky e Hedrok (per comodità continuerò a chiamarli coi loro pseudonimi ), nonché sede della cellula terroristica, vive anche una giovane flautista americana, tale Deborah. Lo ho procurato una scrittura al Covent Garden per una serie di concerti e mi sono installata nel suo alloggio. Fare amicizia con Dicky è stato facilissimo. La prima volta che l’ho incontrata in ascensore ho lodato le piante della sua terrazza. La seconda volta avevo sottobraccio un voluminoso libro sui quanti (la noia, a leggerlo tutto!). E’ finita che mi ha invitata ad una riunione degli otto, il che mi è sembrato un po’ troppo ingenuo per una cellula terrorista. Altro motivo in favore della trasparenza degli otto: non c’è terrorista che non disprezzi il cibo, invece qui è il trionfo della sublime cucina italiana, a cominciare da Dicky, cuoca d’eccezione, e la Jena Camuna, che arriva sempre carico di salamini e formaggi abruzzesi di paradisiaca bontà. Gli altri contribuiscono con altre succulente pietanze e soprattutto dolci. Sono tutti simpaticissimi, mi hanno assegnato una particina nella commedia che stanno mettendo in scena, e vogliono che partecipi assolutamente alla loro nuova tenzone letteraria: questa volta sarà un “Racconto caudato”. Io però continuo a riferire ai miei capi sui promettenti esiti della mia opera di infiltrata dall’interno della cellula, e spero tanto che Er Ciavatta mi inviti a passare con lui un week-end a Capri. Prima però debbo mettermi a dieta. Da quando vivo in viale Togliatti 1610 sono ingrassata di dodici chili.

5 risposte a “Celesta Liuti – Una missione a alto rischio

  1. Pregiatissima miss Poppy,
    sarei oltremodo onorato se Ella volesse concedermi l’onore di trascorrere con me un intimo fine settimana in quel di Capri, isola dell’amore.
    Non fraintenda, le mie intenzioni sono serie, ma dopo aver sbirciato, perdoni l’ardire, il diario blindato che Ella conserva con ‘si scrupolosa attenzione, non sto più nella pelle, e creda, farò fatica ad attendere l’esito della sua dieta (anche perché, tolleri la prego un parere non richiesto, quei 12 chili le donano davvero)!
    Sognandola in tutta la sua interezza (o circolarità, se preferisce), resto in attesa di un suo riscontro per predisporre l’accomodamento verso il nostro agognato nido d’amore
    Suo
    Richard Beautiful
    II° Conte di Cornovaglia insignito dell’ordine della “Ciavatta”
    detto dai detrattori Er Cia

  2. Preziosa e rara l’inventiva di Celesta Liuti nel costruire sintesi, mettendo in scena i personaggi reali e rivisitati accanto alla materia narrativa, pure rivisitata, da essi prodotta nelle loro “creazioni letterarie” collettive, in un gioco di scatole cinesi e di specchi. Propongo che ogni prossimo racconto collettivo abbia un’appendice di coda di Celesta Liuti, che ritengo l’indispensabile completamento dell’ “opera”, così come non dovrebbero mancare degli estratti restituiti tramite letture registrate (abbiamo diversi attori nel gruppo!).
    Questo progetto di racconto a canone inverso mi è piaciuto molto, perché ha richiesto un notevole sforzo “creativo” e logico nell’innestare gli antecedenti sui solchi già tracciati dai conseguenti con la giusta coerenza tematica e stilistica: una sorta di esercizio letterario che sarebbe molto utile nei programmi scolastici delle scuole medie superiori.

  3. L’armonia con cui raccoglie e da ordine ai casi sparsi di tutti noi le viene forse dai suoi nomi? Ironica e magistrale come sempre

  4. Una splendida narratrice di favole, un’umorista gentile, una sottile indagatrice della psicologia degli autori attraverso i loto personaggi.
    Brava Celesta!

  5. Mi convinco sempre più che dietro la signora Celesta Liuti, Mamma Oca ecc ecc si celi/no altri nick che sono ben più noti ma dei quali si ignora la vera identità.
    Non posso credere che chi così sa creare e così sa scrivere… appunto non scriva e non pubblichi.
    Troppo onore lo facesse solo per noi.
    Pleonastico qualsiasi altro complimento

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