Racconto a contrasto

Le due vite di Aldo Poggini
1) Hedrok
2) Dicky
3) Mamma Oca
4) DonAldo
5) Wee Tulip
6) Robertucci
7) Jena camuna
8) Pasquale dalla Luna

LE OTTO CONCLUSIONI DEL RACCONTO A CONTRASTO “LE DUE VITE DI ALDO POGGINI”
Conclusione 1 – Hedrok
Conclusione 2 – Dicky
Conclusione 3 – Mamma Oca
Conclusione 4 – DonAldo
Conclusione 5 – Wee Tulip
Conclusione 6 – Robertucci
Conclusione 7 – Jena Camuna
Conclusione 8 – Pasquale dalla Luna

Conclusione 8+1 – Celesta Liuti

    Il contrasto, che usa un linguaggio scherzoso-realistico e allegorico-morale, generalmente avviene tra due innamorati, ma anche tra altre persone o cose e anche, come avviene nella poesia a carattere religioso tra il corpo e l’anima, la vita e la morte, Cristo e Satana, due mesi dell’anno, il carnevale e la quaresima, il vino e l’acqua, la madre e la figlia.
Nel contrasto di tipo realistico, in un intrecciarsi di voci che si svolgono di strofa in strofa, alla battuta di un interlocutore segue la replica spesso vivace, simile ad un rinfacciamento, dell’altro.

Regolamento
Il primo autore scrive l’inizio del racconto (massimo due pagine, possibilmente meno) e (ma non obbligatoriamente) lascia il o i protagonisti in una situazione apparentemente senza uscita o con una scelta da compiere. Il secondo autore continuerà la storia partendo dalla situazione data, e così via gli altri. Ognuno userà il proprio stile e qualunque mezzo di espressione, non solo prosa ma anche poesia, disegno, musica, giochino enigmistico, in lingua o in dialetto, in italiano o in curdo (con traduzione a latere). Massima libertà di espressione, dunque, ma limitatamente alle leggi fisiche del nostro universo e alle attuali disponibilità tecnologiche. Vietati interventi miracolosi (siamo un blog laico) e escamotage tipo “è stato solo un sogno”. Sono graditi commenti di tutti ad ogni puntata per critiche, suggerimenti, correzioni, depistaggi, trappole e contrapposizioni.
La sequenza degli interventi è stata sorteggiata.

Una risposta a “Racconto a contrasto

  1. ” (naturalmente chi non ha tempo o voglia di partecipare non è obbligato a farlo)”. Giusto, ma deve annunciarlo per tempo al supervisore, altrimenti si deve lasciare al successore del successore, che non inviato la sua parte, l’iniziativa, passata una settimana precisa, di mettersi al lavoro ed inviare il suo elaborato.

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