RACCONTO A COPPIE VARIABILI – 8) DonAldo: Qui, Quo, Qua e i Fratelli Karamazof

(Incontro impossibile: Paperina e Cechov)

“Zia, zia devi aiutarci a fare un compito che ci ha dato la maestra”.paperina
“Di cosa si tratta? Se si tratta di matematica, non posso proprio esservi di aiuto, non ci ho mai capito nulla.”
“No zia, dobbiamo intervistare un certo Cechov”.
“Bello! Vi aiuto volentieri, dove abita? Avete il telefono?”
“Non ne sappiamo nulla, perché quando la maestra l’ha spiegato noi eravamo assenti; lo zio Paperino aveva la macchina dal meccanico e l’autobus della scuola non è passato”.
“Se è una persona importante, sicuramente lo trovate su Vikipedia, andate a vedere”.
“Non abbiamo il computer. Zio Paperino l’ha impegnato per pagare il meccanico”.
“Allora non ci resta che andare da Archimede Pitagorico. Lui sicuramente potrà dirci come possiamo  contattarlo”.

*****

“Cechov, ah Cechov, credo che sia morto da parecchio, non potete intervistarlo, la mia macchina del tempo non è ancora bene a punto”.
“Morto! Ma che modo di dare i compiti ai miei cari nipotini!”.
“Da vivo è stato un grande scrittore, sopratutto di racconti e di teatro, ma ha scritto anche romanzi seri e importanti, come i Fratelli Karamazov”.
“Grazie Archimede, ora cercherò una soluzione. Venite bambini”.
“E ora come facciamo per il compito, domani la maestra vorrà interrogarci”.
“Non vi preoccupate, vado a trovare la comare Gufo, lei la notte non  dorme mai e chissà quante volte ha incontrato fantasmi e anime di morti. Ci aiuterà. Voi andate a casa, ci vediamo più tardi.”

*****

“Sì, lo conosco, passa spesso da queste parti. Da quando c’e’ stata la rivoluzione in Russia si è trasferito qui in America. I comunisti non gli sono mai piaciuti. Ritorna dopo mezzanotte, lo andiamo a cercare e potrai parlarci. E’ un morto gentile, come da vivo, ti risponderà”.

*****

Infatti, a mezzanotte in punto, più una manciata di secondi, si incontrarono.cechov
“Buon giorno signore! No, forse è meglio dire buonanotte.”
“Come posso aiutarla, cara fanciulla?”
“Devo intervistarla per aiutare i miei nipoti. Mi piacerebbe sapere qualcosa sulla nascita del suo grande romanzo “I fratelli Karamazov”, cosa l’ha ispirata, chi erano questi fratelli…”
“I fratelli Karamazov? Ma di cosa stai parlando? Non è un libro scritto da me. Ho vissuto da vivo troppo poco per avere il tempo di scrivere un libro di oltre mille pagine.”
“Che tempi, non ci si può fidare più neanche di Archimede Pitagorico!
“E’ vero che odiava i comunisti e per questo è fuggito qui da noi in America? E lei li mangiava i bambini? Erano buoni?”
“Cosa dici? Non ti capisco. I comunisti, chi sono? Chi mangiava i bambini? Con la mia famiglia, di sangue plebeo, ho passato momenti di grande povertà, ma nessuno dalle mie parti ha mai mangiato bambini. E poi io non sono mai fuggito, tanto meno in America.”
“Strano, allora non lo sa che ora si trova in America, esattamente a Paperopoli?”
“Cara la mia paperella, io non sono in alcun posto fisico. Dopo la morte, le categorie di spazio e tempo non hanno più significato: sono in qualunque posto e non esiste per me giorno e notte.”
“Ma nei suoi racconti di cosa parlava? Della sua vita, della sua società? Oppure dei suoi amori; in genere, mi hanno sempre spiegato, sono le passioni forti a guidare i grandi scrittori. E lei è stato un grande scrittore.”
“ Ma no, ma no. Io scrivevo per divertirmi. In fondo i miei racconti, li ho sempre considerati solo scherzi della penna. Sai a quel tempo non c’erano ancora le tastiere. Non ho mai posto questioni sociali e tanto meno ho avuto la pretesa di indicare come risolverle.”
“Oggi non è una giornata fortunata per i paperi. Cosa racconterò ai miei nipotini?”

*****

Infatti!
“Zia, zia, la maestra ci ha puniti. Per le vacanze di Pasqua dobbiamo leggere i Fratelli Karamazov!”

E se Paperina invece di Cechov avesse incontrato Pilato?

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4 risposte a “RACCONTO A COPPIE VARIABILI – 8) DonAldo: Qui, Quo, Qua e i Fratelli Karamazof

  1. Bravo DonAldo! Come uno di quei cavallini renitenti al morso e alla briglia, che quando accettano la guida si comportano in maniera impeccabile, hai scritto una cosa molto carina e divertente.

  2. Quella Paperina! Sempre intraprendente, per amore dei nipotini non esita ad affrontare uno sconosciuto per giunta trapassato. Il quale si diverte a mostrarsi a lei per quello che non è o per quello che lei vorrebbe che fosse, nascondendole d’aver intrapreso un disagiatissimo viaggio sino all’isola di Sakhalin per descrivere le terribili condizioni dei carcerati, e altrettanto aver fatto con quelle dei mugichi. Le sue denunce contro le deforestazioni valgono anche per i nostri giorni, mentre il suo costante impegno si cela dietro ogni sorriso che ci strappa. I comunisti lo consideravano un loro precursore… Che qualcuno regali a Paperina qualche scritto di Cechov….

  3. Giusto! Ma cosa possiamo aspettarci da una Papera, il cui amico più colto confonde Cechov con Dostoevskij?

  4. Carissimo Don, ho l’impressione che lei, vuoi per le smanie della “perenne” villeggiatura (come avrebbe detto Goldoni) manzianese, vuoi per l’ottemperanza alle rigide regole di “sintesi” odifreddiana, si applichi poco, impegni poco del suo tempo al piacere della nostra lettura! Mi spiego meglio: lei contrappone in maniera gustosa la levità e l’ignoranza del fumetto alla gravità e alla “coscienza di se” della letteratura, giocando sul malinteso Cechov/Dostoevsky e mi lascia la povera Paperina a mani vuote, senza possibilità di redenzione!
    No dico, Paperina . . le piumette più sexy di tutta Paperopoli!
    Ho sperato che il racconto avesse un seguito e poi . . non so darmi pace per i nipotini . . che fine atroce . . cos’è lei . . un sadico? Eppure dovevo aspettarmelo, il titolo già diceva tutto!

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