Racconto multiplo – Prima dell’inizio: 8) Celesta Liuti – Ambasciatrice porta pena

Dramma in un atto

Personaggi (in ordine alfabetico)
ANNA MAGNANI attrice
DICKY blogghista
DONALDO id.
ER CIAVATTA id.
HEDROK id.
MAMMA OCA id.
ROBERTUCCI id.
SPERANZA id.

Lunga tavola nella sala da pranzo dei signori Jalongo, intorno alla quale siedono i blogghisti. Dai frequenti sbadigli e dagli sguardi sonnolenti s’intuisce che sono appena usciti da un pasto abbondantissimo.

HEDROK – Carissimi blogghisti, già vi ho espresso la mia soddisfazione per l’ottimo lavoro svolto da voi tutti nella trattazione dell’ultimo nostro racconto multiplo, in occasione del quale il blog ha ricevuto 11.146 visitatori e 986 mail delle più lusinghiere, con apprezzamenti per tutti.. Ora ci troviamo riuniti di nuovo…

Imperioso squillo di campanello.

DICKY – Chi può essere? Qui non manca nessuno. Chiunque sia, gli dico di tornare più tardi.

Dicky esce dalla sala, si sente un suo urlo e poco dopo rientra agitatissima.

DICKY – Sapeste chi c’è… sapeste chi c’è…

Fa il suo ingresso Anna Magnani. Tutti si alzano in piedi.

ANNA MAGNANI – Comodi, comodi. Anzi, ci sarebbe una sedia anche per me?

Hedrok offre la miglior sedia di casa a Anna Magnani.

HEDROK (balbettando) – Signora Magnani, quale onore…
ANNA MAGNANI – Sono qui per conto e in rappresentanza di Maddalena Cicconi, che a quanto pare siete tutti convinti di conoscere meglio di lei stessa. Sarebbe tanto voluta venire, ma è molto timida…
SPERANZA – Veramente, per come la interpretava nel film, non sembrava timida per niente…
ANNA MAGNANI – Debbo prenderla come una critica nei miei confronti? A me pareva di aver lasciato intendere che Maddalena diventava una leonessa solo quando si trattava di mandare avanti la figlia.
TUTTI (compresi quelli che non hanno mai visto il film) – E’ così, è così…
ANNA MAGNANI (rabbonita) – Dovete sapere che San Pietro non rilascia tanto facilmente i permessi di libera uscita. Con me fa un’eccezione, posso andare dove e quando voglio, anche all’Inferno. Ogni tanto ci faccio una capatina, perché laggiù ci sono molti tipi divertenti, e Satana mi ha preso tanto in simpatia che non mi lascerebbe mai andar via. Oddio, se facesse meno caldo… Oh, scusate, tendo sempre a divagare. Dicevo: Maddalena ringrazia moltissimo tutti, dice che non si sentiva tanto interessante da diventare di nuovo oggetto di esercizi letterari dopo Zavattini, e già il film su di lei l’aveva molto turbata. Ho appuntato in questo foglio (lo estrae dalla borsa) tutto quello che mi ha detto di riferirvi. Prima di cominciare, ringrazio Speranza per la bellissima lettera che mi ha inviato, mi ha commossa… Dunque… e mò, do’ stanno gli occhiali… (fruga nella borsa, la rovescia sul tavolo e finalmente trova gli occhiali). Il primo appunto, anche mio personale, riguarda Donaldo ed è a proposito di Don Giulio, il parroco alcolista che avrebbe impartito a Maddalena il sacramento del Battesimo completamente ubriaco. Don Giulio, fino a quel momento, in Paradiso godeva della massima considerazione, si era fatto amico d’un mucchio di Santi e di Arcangeli, e adesso non se lo fila più nessuno. Nonostante si sia proclamato astemio, San Paolo ha aperto una sottoscrizione perché sia espulso dal Paradiso e metà dei Beati hanno già firmato… Prima di tornare a Maddalena, vorrei dire a Dicky che ho trovato originalissimo farmi fare un sogno premonitore dove rivesto in anticipo i panni della Cicconi. Peccato che io non sogni mai… Ecco che sto ancora divagando. Sentite cosa mi ha incaricato di riferire a Robertucci: “Non sono nata in Borgo. Grazie lo stesso per l’interessantissima rievocazione storica del quartiere, che non conoscevo”. E adesso passiamo a Hedrock: “Bella storia, la sua, ma mi corre l’obbligo d’informarlo che Spartaco non mi ha mai portata in mezzo ai canneti del Tevere, anzi, mi ha rispettata sino al matrimonio. E, durante la guerra, stava nascosto in cantina mentre io, per campare, facevo un po’ di borsanera”. Per Er Ciavatta mi debbo proprio alzare.

Anna Magnani si avvicina a Er Ciavatta mentre la sua vicina si alza per lasciare il posto all’attrice.

ER CIAVATTA – Prego, signora, si accomodi. Sono onoratissimo…
ANNA MAGNANI – E’ meglio che stia in piedi anche lei. (Continuando a leggere) “Per avermi fatta nascere da genitori ignoti, un paio di schiaffoni” (ne fa seguito un’energica somministrazione). “Per avermi assegnato come padre biologico un attore fallito, un paio di schiaffoni” (idem come sopra), “Per la torbida relazione che sarebbe sbocciata tra noi due, un paio di schiaffoni” (idem come sopra).. Beh, adesso la mia missione è compiuta. E’ stato un piacere conoscervi (si avvia alla porta).
MAMMA OCA – Perché non ce la racconta lei, la vera storia di Maddalena Cicconi?
ANNA MAGNANI (fissandola intensamente) – Giusto Mamma Oca! Me la stavo dimenticando. Maddalena, romana de Roma purosangue, mi ha espresso la convinzione che non dev’essere tanto a posto con la testa: lei, prima di leggere le sue sciocchezze, la Fin-lan-dia non l’aveva mai sentita nominare. Ma, per rispondere alla sua domanda, lei che ama tanto l’opera, eccola.

Anna Magnani attacca a cantare l’aria del principe Calaf dalla Turandot di Puccini: “Ma il mio mistero è chiuso in me…”, uscendo definitivamente di scena.

SIPARIO

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4 risposte a “Racconto multiplo – Prima dell’inizio: 8) Celesta Liuti – Ambasciatrice porta pena

  1. Come sempre, Celesta Liuti procede inesorabilmente con la sua prosa scintillante distribuendo carezze e… schiaffoni. Come sempre, il divertimento è assicurato.

  2. Perbacco, ma allora esiste veramente l’altro mondo!

  3. Molto divertente. Un dramma che sdrammatizza e mette in collegamento chi scrive e chi è rappresentato, costituendo al tempo stesso un ulteriore segmento del racconto. Una formula azzeccata e collaudata in cui la proiezione del back stage svela i “trucchi” e rivela lo spirito leggero che ci guida in questi nostri racconti a molte mani.

  4. Uno per tutti. Più che un commento alla abilità descrittiva o alla capacità drammatica, ironica o comica dei singoli partecipanti il mio vuole essere un commento all’operazione.
    Un compito che ci era apparso a tutta prima così ostico da creare mugugni, insubordinazioni e tentativi di affossamento ha finito con l’essere, poi, così stimolante e proficuo da aver suscitato doppioni di racconti, ma, soprattutto, ci ha spinti a superare il mero compito di immaginare e descrivere una vita,\ aprendo la strada a un surplus di inventiva che ha permesso incontri impossibili, preti ubriaconi, immedesimazioni impertinenti, rivisitazioni storiche, approcci non banali.
    Diciamo che è stata toccata quasi unanimamente una dimensione surreale assente in altre prove e che, per i miei gusti, rappresenta un salto di qualità.
    Ma che bravi che siamo, dai!
    Forza con la prossima prova! (!?!?!?)
    Dicky

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