Robertucci – Giuseppe Pinelli 16 dicembre 1969 – 16 dicembre 2015

Sono passati 46 anni dalla morte di Giuseppe Pinelli: un amaro anniversario richiamato da una targa affissa sul muro lungo la scalinata della Facoltà di Lettere dell’Università Sapienza di Roma: voluta dagli studenti per ricordare, in quel luogo di cultura e di formazione, un ferroviere anarchico, un uomo per bene, accusato ingiustamente della strage di piazza Fontana, “caduto” dalla finestra della Questura di Milano durante il suo interrogatorio. Aveva 41 anni.
La vicenda di Pinelli è nota: scritta nei libri, cantata nelle canzoni, rappresentata nei teatri.
Pinelli
Leoncarlo Settimelli l’ha cantata con il Canzoniere Internazionale tante e tante volte, con una coinvolgente passione. E come si rammaricava quando c’erano i controlli e bisognava sostituire i versi originari, troppo pericolosi, con degli ipocriti versi di ricambio che rispondevano alla metrica e alla rima: segno che anche una canzone poteva fare paura. Dario Fo, Franca Rame e la Comune l’hanno rappresentata con il loro coraggioso “Morte accidentale di un anarchico”, in cui esprimevano in modo chiaro un punto di vista condiviso da tanti, ma che, portato sul palcoscenico, diventava eversivo (credo che abbiano avuto svariate denunce per questo).
Quel 16 dicembre 1968 è stata scritta una delle pagine più buie della nostra Repubblica. Oggi, dopo tanti anni la verità su questa vicenda resta ancora negata: non c’è un responsabile per la morte di Giuseppe Pinelli, né vi è stata una compensazione morale per la sua persona, sulla quale invece è sceso un oblio frettoloso e scivoloso: per una morte imbarazzante, per un morto scomodo.
Ma quella targa alla Facoltà di Lettere di Roma, sobria e dignitosa, richiama una memoria, impone un’attenzione, punta il dito su una giustizia venuta meno, indica implicitamente la necessità di difendere i principi della Repubblica tutti i giorni, ieri come oggi.
Ogni volta che ci vado ho sempre paura di non trovarcela più: temo che prima o poi qualcuno la possa rimuovere. Mi chiedo anche quanti, fra i giovani studenti di Lettere che spesso si siedono sui gradini proprio davanti a quella targa, possano conoscere la vicenda o il nome stesso di Giuseppe Pinelli. Oggi però, 16 dicembre 2015, la targa è ancora lì, a testimoniare la forza della memoria e la necessità della giustizia, a ricordare un ferroviere anarchico “ucciso innocente”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...