jena camuna – Roma è mia e me la saccheggio io!


Il sacco era di Roma in dì lontani
lo spasso di barbarici invasori
e questo già a partire dagli albori:
teutonici, francesi, anche africani.

Razziavano solerti argenti e ori,
bruciavano, scopavan come cani
e poi se ne tornavano lontani
oppure si facevan cacciar fuori.

Col tempo la città s’è fatta forte,
smettendo d’esser terra di conquista,
fiorendo senza trucco e senza inganno.

Adesso il cancro sta dentro le porte
e rode con sapienza interclassista.
Da Buzzi fino al sindaco Alemanno.

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