Jena camuna – Il Papa perdona, Salvini no

Finalmente c’è chi al Papa gliele canta,
una voce fuor dal coro degli osanna.
Bello sobrio, senza un alito di canna
il Salvini di stupire non la pianta.

Al Bergoglio lui sta sopra di una spanna;
la mattina fa gli sciacqui ad acqua santa
“Così anch’io faccio le bolle” e poi si vanta
che il suo cuore è tenerello come panna.

Io, va bè la carità, va bene tutto
io però sono cristiano ma felpato,
col perdono del Francesco mi pulisco.

L’immigrato a parte negro è pure brutto,
è selvaggio e pure un po’ maleducato.”
Con ossequi, don Matteo la riverisco.

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