DonAldo – Una modesta proposta per risolvere il problema dell’astensionismo

Alle europee 2014 il 46,62% non ha votato. Conteggiando anche le scede bianche e nulle si supera agevolmente il 50%.
Chi sono i non votanti? Non è dato saperlo in quanto tutti i sondaggi (almeno quelli noti) non si occupano di questo fenomeno sicuramente più rilevante della lista , in genere inferiore all’1%, dei votanti per i minipartiti nazionali.
Comunque, a naso, il gruppo dei non votanti potrebbe essere composta da:
– delusi dal proprio partito;
– delusi da tutti i partiti;
– delusi dalla politica;
– non rappresentati da nessuno dei partiti in campo;
– disinteressati alla politica;
– sportivi che vedono solo sport;
– vari ed eventuali.
L’astensionismo pare non sia un problema per chi oggi detiene il potere.
Come coinvolgere nell’attività politica questa eterogenea maggioranza degli italiani? Vedo tre possibilità:
– regalare un grattaevinci ad ogni elettore che si reca nell’urna e che giura di non aver votato scheda bianca o nulla;
– punire con l’esilio chi dimostra disinteresse verso la cosa pubblica e non parteggia per nessuna fazione, come nella Grecia di Solone.
– investire sull’educazione e la preparazione dei cittadini.
I primi due non percorribili, a mio parere; il terzo richiede tempi lunghi e, sopratutto, la collaborazione del POTERE (che mi sento di escludere, per evidente conflitto di interessi).
Tenendo conto che il gruppo dei non votanti è, come detto, molto disomogeneo (comunisti, fascisti, qualunquisti, democristi, populisti, ecc) spesso in contraddizione tra loro, presento questa modesta proposta che non si pone il fine di costituire un progetto politico in grado di conquistare la maggioranza e assumere il potere, ma al contrario di impedire al POTERE sostenuto solo dalla minoranza dei cittadini di continuare a esercitare abusivamente la propria egemonia

Propongo quindi la costituzione del MNV (Partito Non Votanti)
Il MNV si potrebbe basare su queste semplici regole:
1) estrazione a sorte dei candidati alle elezioni
2) gli eletti accetteranno la nomina ma NON parteciperanno ai lavori del parlamento, ad eccezione, forse, di quelle rare volte in cui è in discussione una legge a favore o contro i cittadini in modo diretto..
Se, come è prevedibile, il MNV conquisterà la maggioranza dei seggi, non sarà possibile eleggere un governo, né promulgare leggi. Lo scopo non è quello di far precipitare il Paese nell’anarchia, ma piuttosto quello di liberarci da una CASTA POLITICA INDECENTE E INCAPACE (con pochissime eccezioni). In un secondo momento si potrà pensare al rinnovamento delle istituzioni dando vita democraticamente a una struttura agile e snella di governo che eserciti il potere nell’interesse dei cittadini e non in quello delle grandi oligarchie finanziarie, delle banche e delle multinazionali.

Organizzazione pratica del MNV
Ed ora veniamo all’organizzazione pratica del partito e dei rapporti con i candidati:
– ognuno che vorrà iscriversi al partito (telematicamente, ovvio) oltre alle coordinate personali dovrà scegliersi una chiave di 8 cifre a gruppi di 2 (il sistema ovviamente sarà predisposto per non accettare chiavi già scelte da precedenti iscritti);
– al momento dello scioglimento delle camere, l’iscrizione verrà chiusa ed inizierà l’estrazione a sorte dei candidati. Si ricorda che tutti gli iscritti sono possibili candidati; da quel momento le estrazioni del lotto, trisettimanali, com’è noto, indicheranno la chiave dei candidati; per esempio:
MNV
Per ogni estrazione si potranno avere un massimo di 10 candidati (quindi 30 a settimana) le cui chiavi corrispondano alle estrazione da 1 a 4. Naturalmente non è detto che tutti i numeri estratti trovino corrispondenza nelle chiavi scelte dagli iscritti al partito.
L’estrazioni termineranno quando si sarà raggiunto il numero di candidati necessari a completare le liste nazionali, per circoscrizione, per collegio – dipenderà dalla legge elettorale – o al massimo alla scadenza del termine per la presentazione delle liste.

Conclusione
Se questa modesta proposta sarà accettata, LORO (quelli che amministrano il potere politico) dovranno ben preoccuparsi di lavorare per i cittadini e far in modo che siano soddisfatti di quanto LORO producono. Si renderebbe effettivo il dettatto costituzionale “la sovranità appartiene al popolo”.

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